Sushi: origini e tipologie

Il sushi ha origine in Cina, dove, per conservare il pesce, questo veniva salato e posto tra strati di riso cotto. Questo procedimento formava un ambiente acido che sfavoriva le proliferazioni batteriche.
Inizialmente il riso veniva buttato, in seguito si cominciò a consumarlo insieme al pesce.

Verso il 1820 nascono gli antenati degli attuali nigiri, a Tokyo, e la loro invenzione si attribuisce a Hanaya Yohei. Il pesce crudo veniva marinato in salsa di soia e sale, il wasabi copriva eventuali odori sgradevoli.
La fama del nigiri si diffuse, fino ad arrivare al nigiri come lo conosciamo oggi.

Gli ingredienti necessari a preparare il sushi sono:
Riso: si tratta di un particolare tipo di riso che viene preparato e cotto seguendo un procedimento specifico (anche abbastanza lungo). Durante la cottura si aggiungono zucchero, sale, aceto di riso, sake e alga kombu.
Alga nori: si tratta di un’alga coltivata nei porti del Giappone, utilizzata per preparare maki e altri tipi di sushi. Prima di essere usata viene tostata.
Farciture: salmone, tonno, branzino, gambero… ma anche avocado, uova di pesce, maionese. Ogni paese ha le sue varianti che vanno incontro ai gusti dei consumatori.

Principali tipi di sushi:
Nigiri: polpetta di riso con sopra una fettina di pesce. In Giappone è abitudine mettere del wasabi tra riso e pesce.
Hosomaki: piccolo cilindro di riso avvolto da alga nori con all’interno (di solito) un solo tipo di farcitura.
Uramaki: cilindro di riso con l’alga nori all’interno, posta in modo da avvolgere il ripieno (composto anche da più ingredienti). All’esterno ci sono semi di sesamo o uova di pesce.
Futomaki: cilindro più grande e spesso, simile all’hosomaki, con ripieno composto da più ingredienti.
Temaki: l’alga nori viene arrotolata formando un cono, dentro al quale si mettono riso, pesce e ingredienti vari che sporgono dall’estremità aperta.
Gunkan: polpetta di riso ovale avvolta da alga nori (per un’altezza superiore alla polpetta di riso) con gli ingredienti posti sopra al riso.
Oshi: blocchetto rettangolare di riso pressato con guarnizione in cima.
Chirashi: ciotola di riso da sushi e vari ingredienti sparpagliati sopra.

Il sashimi non fa parte della categoria “sushi” perché si tratta di solo pesce, senza riso.

Lo zenzero viene mangiato tra un tipo di pesce e l’altro, in modo da “pulire” la bocca.
Il wasabi (che non ha nulla a che fare con la pasta verde usata in Occidente) ha azione antibatterica, necessaria in quanto in Giappone il pesce non viene abbattuto prima di essere consumato.

 

Fonti di ricerca: Wikipedia, cucinagiapponese.net, conoscenze personali

Autore: The Food Creator

Food Creator and Restaurant Consultant

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