Il miele: dall’ape all’uomo

Il miele è il prodotto dell’elaborazione del nettare dei fiori o di altri succhi zuccherini che le api raccolgono durante i loro viaggi.
Visitano da 50 a 1000 esemplari, di una sola specie botanica per ogni viaggio, per un totale di 70mg di nettare. Per produrre un chilogrammo di miele devono visitare oltre un milione di fiori.
Le api magazziniere si passano la goccia di nettare, rigurgitandola concentrata e arricchita di secrezioni ghiandolari ricche di enzimi, fino a trasformarla in miele che viene poi depositato negli alveoli dove viene fatto maturare per 4 giorni. Durante questi giorni, grazie allo sbattere d’ali, viene eliminata ulteriore acqua. La fase finale prevede la chiusura degli alveoli con la cera.

La prima testimonianza certa del rapporto uomo-ape risale a 9000 anni fa. Infatti, in Spagna, vicino a Valencia, è stata rinvenuta un’incisione rupestre che raffigura due uomini che raccolgono miele da uno sciame selvatico.
Mentre il primo esempio di apicoltura si trova in Egitto, dove il miele era presente nella vita sociale, economica e spirituale.
Le arnie egizie erano cilindriche, lunghe 80 centimetri e con un diametro di 40. Un’estremità presentava un piccolo foro per il passaggio delle api, l’altra aveva un coperchio per poter estrarre i favi.
Gli alveari venivano spostati lungo il Nilo, sui barconi, per inseguire le fioriture.

Da un punto di vista nutrizionale, il miele è composto per il 70-80% da zuccheri quasi totalmente monosaccaridi, principalmente fruttosio.
L’acqua costituisce il 17-18%, per legge deve essere inferiore al 21% per poterlo commercializzare.
Presenta tracce di proteine ad alto valore biologico e buonissime quantità di oligoelementi, sali minerali e vitamine.
Interessante è il contenuto di acidi organici che conferiscono al miele le sue proprietà antisettiche.

Date le sue numerose proprietà, l’ideale è consumarlo così com’è. Tuttavia viene quasi sempre pastorizzato, per due motivi: distruggere i lieviti che possono provocare fermentazione; fare in modo che rimanga liquido a lungo e sia quindi più appetibile agli occhi degli acquirenti.
Va ricordato che la temperatura dell’arnia in estate è di circa 35 gradi, una temperatura di questo tipo non provoca alcun danno al miele. Perciò va benissimo conservare il miele a temperatura ambiente.
Durante la pastorizzazione, invece, si superano i 60 gradi.

Ha una funzione prevalentemente energetica ed essendo composto da zuccheri semplici viene assorbito velocemente dall’intestino.
Ricco di sostante utili e dalle numerose proprietà, ha un’elevato contenuto calorico ed è quindi sconsigliato a chi è affetto da obesità. I diabetici leggeri possono consumarne piccole quantità, preferibilmente di acacia perché è il più ricco di fruttosio.

 

Fonti: conoscenze personali acquisite da molte letture. Se interessati a qualche titolo, contattatemi via email o social network.

Autore: The Food Creator

Food Creator and Restaurant Consultant

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...